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Doppelbock A, la nuova Limited Edition affinata in botte

21/12/2016

Doppelbock A, la nuova Limited Edition affinata in botte

Siamo impazienti di presentarvi la nuova arrivata "in casa Birra Amarcord". Durante il suo periodo di gestazione ha avuto parecchi nomignoli, tra i tanti il più simpatico è stato "La Clandestina", grazie/per colpa dell'assenza di etichetta e della sua bottiglia dallo stile "total black". Ora che è entrata ufficialmente nella gamma delle nostre Limited Edition ha un nome tutto suo, molto semplice: Doppelbock A.
 
La Doppelbock A è il racconto in bollicine dell'incontro tra birra e vino poiché nasce dalla collaborazione tra due artisti ed il nostro birrificio: Oliver Wesseloh della Kreativbrauerei e Davide Bigucci delle cantine Podere Vecciano. Oliver è birraio e beer sommelier campione del mondo della categoria nel 2013. Davide è enologo, titolare dell'azienda agricola biologica Podere Vecciano che nasce tra le dolci colline alle spalle di Riccione, un territorio vocato alla vite fin dall'antichità e che oggi, con una cura meticolosa in campo e in cantina, dà vita a vini pienamente identificativi del terroir. Fondamentale è stato l'apporto di Davide Bigucci che ha voluto contribuire al progetto non solo fornendo le botti di rovere francese, ma e soprattutto aggiungendo il suo preziosissimo know-how nell'affinamento del vino in legno.

 

Il risultato del lungo procedimento che ha visto tutti impegnati per parecchi mesi, è una birra di grande ed elegante complessità olfattiva e gustativa, di colore rosso mogano intenso che in fase conclusiva ha subito una leggera rifermentazione in bottiglia.



All'assaggio, gli aromi della birra ricordano la frutta caramellata, uva passa, ciliegie e mirtilli sotto spirito, leggera speziatura derivante dal particolare ceppo di lievito utilizzato, e ancora note di frutti di bosco maturi e sentori di legno tostato e vinacce di uva rossa.

Il gusto evidenzia un importante spessore derivante dall'affinamento in legno di rovere, con una leggera ma pur presente acidità e un leggero ma evidente amaro che rende la birra particolarmente pulita.


Abbiamo chiesto direttamente al nostro Mastro Birraio, Andrea Pausler, le peculiarità della Doppelbock A Amarcord e come avviene il processo di produzione. Chi, meglio di lui, poteva raccontarci il suo percorso?



Andrea, come inizia "l'avventura" della Doppelbock A Amarcord? Come si sviluppa, come viene poi affinata?
"Prima di tutto, il mosto subisce una lenta fermentazione primaria a 22°C che consente il svilupparsi degli aromi tipici dello stile. Dopo due settimane, ad attenuazione completa, la temperatura viene abbassata lentamente. Da qui inizia la fase di maturazione di quattro settimane, durante le quali gli aromi si riequilibrano. La birra matura viene quindi scaricata dai lieviti e sottoposta al processo di dry-hopping che consiste nell'aggiunta di luppoli direttamente nel maturatore. Appurato il risultato attraverso valutazioni sensoriali interne, la birra viene quindi preparata per il travaso e per l'importante fase di affinamento in botti di legno di rovere francese, fase piuttosto lunga che caratterizza questa produzione."

Quindi una volta terminato il dry-hopping sono due le fasi fondamentali. La prima è la fase di travaso, vero? Come viene effettuato il travaso della Doppelbock A?
"Sì, in seguito alla fase di dry-hopping si effettua il travaso della birra alle botti, opportunamente preparate. Esso avviene manualmente sotto atmosfera di anidride carbonica. Viene fatto lentamente, per evitare la formazione di schiuma. Le botti sostano quindi in un locale idoneo ben riparato, privo di sbalzi termici e di eccessive modifiche di umidità relativa."



In seguito al travaso, ha inizio la tanto importante fase di affinamento in botte? La birra subisce variazioni sensoriali?
"Sì, esattamente. È una fase molto importante quanto complessa durante la quale la birra subisce profonde evoluzioni sensoriali, sia per il contributo della micro ossigenazione che il legno è in grado di rendere possibile, sia per la preziosa attività di specifici lieviti selvaggi e altri microorganismi propri della botte che naturalmente colonizzano il legno e che rappresentano un fattore molto importante nel raggiungimento del risultato finale, e sia per i preziosi aromi che il legno delle botti è di per sé in grado di rilasciare durante il periodo di contatto."

Vengono fatti degli assaggi durante i mesi di affinamento?
"Sì, vengono effettuati numerosi assaggi durante i mesi di affinamento e anche molte valutazioni per monitorare il buon andamento dell'affinamento. In tale fase, l'intervento di Davide Bigucci del Podere Vecciano è stato fondamentale per individuare il momento ideale di interruzione del periodo di contatto della birra con il legno. La birra quindi dalle botti doverosamente controllate una ad una, viene trasferita nuovamente in un tank di maturazione. Questo è un punto estremamente importante in quanto consente di avere una prima valutazione oggettiva di quello che sarà il prodotto finale."



Cosa succede adesso? La birra sarà subito pronta?
"A questo punto procediamo alla fase di rifermentazione in bottiglia che viene protratta per tre settimane. Di norma la vendita viene garantita solo dopo diversi mesi, in quanto durante questo arco temporale la birra raggiunge l'apice della complessità e appagamento aromatico."

Grazie mille Andrea per averci raccontato in modo così dettagliato il processo di produzione di questa magica birra.



Possiamo quindi affermare che la Doppelbock A è una birra celebrativa o da meditazione, una "birra lenta", da assaporare con calma. Mentre gustate questa birra immaginate il lungo processo che questo fantastico prodotto ha compiuto per giungere fino a voi, per regalarvi tutta l'intensità che percepite nel bicchiere.

E ora in alto i calici per brindare alla nuova arrivata!








SCRITTO DA:

Silvia

Mi occupo di Social Media e fotografia per Birra Amarcord. Per poche ore sarei potuta (letteralmente) nascere nella cucina del ristorante dei miei genitori. A cinque anni, per tenermi occupata nel ristorante di famiglia, mi hanno messo in mano una Polaroid e da allora non ho smesso di fotografare. Food hunter & Ama Mora lover.


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