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Il rally arriva in Romagna. Intervista a Simone Campedelli, pilota romagnolo di Rally

27/06/2018

Il rally arriva in Romagna. Intervista a Simone Campedelli, pilota romagnolo di Rally

Il prossimo week end, 30 giugno - 1 luglio, il rally d'Italia fa tappa in Romagna, a Riccione.
Non potevamo non approfittarne per conoscere e presentarvi, all'interno della nostra rubrica "Sorsi di Romagna", un pilota di rally fortissimo e paladino del nostro territorio.

Ecco a voi l'intervista con Simone Campedelli, pilota romagnolo di rally che gareggia nel campionato italiano con il team Orange1Racing.



Simone, partiamo dall'inizio. Come nasce la tua carriera nei rally?
Tutto ha inizio dalla passione radicata in famiglia per l'automobilismo. Lo zio di mio padre correva negli anni Settanta, mio padre ha corso negli anni Novanta. E come si dice in gergo "non c'è due senza tre", e io sono il terzo della dinastia.
Nessuno mi ha spinto a farlo, anzi. Ma la passione era troppo forte! Fin da bambino volevo fare il pilota di auto da corsa.

Quali sono i traguardi più importanti che hai raggiunto?
In questi 12 anni ho avuto la possibilità di vincere 6 campionati italiani nelle varie categorie alle quali ho partecipato, oltre a diverse gare dal sapore internazionale come Rallylegend, il Memorial Bettega al Motorshow 2007.
Inoltre ho fatto anche un podio mondiale in Sardegna nel 2007 nella categoria produzione e ho partecipato con risultati nella top five nel mondiale rally 2008 produzione.

Qual è il ricordo che ti porti nel cuore, legato al tuo lavoro?
Uno dei ricordi più belli, che ogni giorno mi stimola a proseguire è proprio il sapore della vittoria.
Non tanto per il valore in sé del successo, ma come risultato del sacrificio, impegno e dedizione che c'è dietro ogni singola vittoria.
Quando vinci ti senti libero, leggero e la pelle d'oca attraversa ogni centimetro del tuo corpo.
Per qualche giorno vivi in un altra dimensione.


Quanto pesa il tuo "essere romagnolo" in quello che fai?
Mi piace proprio essere romagnolo... avremo qualche difficoltà con le S e con le Z ma siamo degli ossi duri. Non molliamo mai! E non cambierei di certo la nostra ambizione con una dizione migliore.

Se ti dico Romagna, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Tagliatelle, piadina e il rombo del motore. In ogni sua forma.

Cosa pensi che sopravviverà della Romagna alla globalizzazione?
Io credo che alla fine le persone vogliano le cose semplici. È vero, siamo tutti nel vortice della globalizzazione, ma alla fine si ha anche voglia di naturalezza e cose genuine. E alla Romagna la genuinità non manca!

Quali sono le caratteristiche della Romagna che incarni con la tua carriera di rallysta?
Soprattutto la determinazione e la voglia di riuscire. I punti di forza della nostra romagnolità!
Come dice Giacobazzi: "perchè il romagnolo è ignorante dentro". E se non accetta la sfida allora non è romagnolo!

C'è qualcosa che non ti piace di questa terra?
Ci sto talmente poco che quando torno ho solo voglia di godermela. Mi piace tutto della Romagna.
Non siamo molto solidali fra di noi, ma alla fine tutto il mondo è paese!

Quali sono i tuoi posti preferiti in Romagna?
Il mare in generale, mi piacciono soprattutto Cesenatico e Gabicce Monte! Poi se invece devo salire in collina... non saprei. La Romagna come fa a non piacerti?

Che cosa il mondo dovrebbe invidiare alla Romagna?
Il nostro sorriso, e l'approccio che abbiamo nel vivere la vita. Alla fine non è solo un detto comune il fatto che sappiamo godercela. D'altronde si vive una volta sola.
Siamo fortunati ad essere ROMAGNOLI!




Grazie mille a Simone, per averci raccontato il suo concetto di Romagnolità!
Continuate a seguirci per conoscere le prossime interviste!




SCRITTO DA:

Andrea

Mi occupo di export e marketing per Birra Amarcord. Mi piace creare scompiglio proponendo sempre nuovi progetti. Amo le pils e le lager. Digital thinker, analogical maker. Like keep things simple.


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